Elon musk, tesla e lo spirito del populismo

Elon Musk, fondatore e ceo di Tesla, ha una lunga storia di annunci quando si parla di automobili che si guidano da sole. Nel 2015 annunciò che Tesla avrebbe commercializzato la sua prima vettura a guida autonoma entro la fine del 2017. Nel 2016 l’azienda annunciò di aver inserito nelle sue vetture un sistema di guida automatica “completo”, ma che in realtà completo non era. Nel gennaio del 2017 scrisse su Twitter che le sue auto avrebbero ottenuto una “piena capacità di guida autonoma” “probabilmente nel giro di tre mesi, senz’altro nel giro di sei mesi”. Sono passati due anni da quest’ultima previsione, e nulla si è ancora avverato, anzi: nell’industria tutti stanno facendo più o meno marcia indietro, di recente Jim Hackett, alto dirigente di Ford, ha detto che l’arrivo delle auto senza pilota era stato sovrastimato e che gli ambiti di utilizzo effettivi saranno molto limitati. Insomma, tutti cercano di parare il colpo, ché quest’auto tutta automatica ancora non sembra essere realizzabile. Ma questo ovviamente non vale per Elon Musk, che questo mese ha annunciato che entro l’anno prossimo sarà disponibile “un milione di robo-taxi”, che significa: taxi che si guidano da soli costruiti da Tesla, pronti per essere messi in strada l’anno prossimo, che porteranno in giro i clienti senza autista. L’azienda sostiene che questo sarà possibile grazie ai suoi nuovi chip per l’intelligenza artificiale, che dovrebbero essere “i migliori del mondo”, ma è facile immaginare che ci sia un certo scetticismo attorno all’annuncio.
Ma Musk è così, in lui c’è lo spirito del populismo, ogni annuncio può essere dimenticato e presto sostituito da uno ancora più roboante. Per questo ha annunciato anche che presto i sistemi di pilota automatico delle Tesla avranno una nuova modalità molto aggressiva, che porterà a “non zero” le possibilità di fare un incidente. Un sollievo per gli altri automobilisti.